Sempre più aziende ricevono dai propri clienti richieste di componenti PFAS-free e dichiarazioni relative all’assenza di PFAS nei materiali utilizzati. Si tratta di un requisito ormai ricorrente in numerosi settori industriali, tra cui automotive, medicale, alimentare e molti altri.
Nello stampaggio industriale sono già disponibili diverse alternative PFAS-free, tra cui NBR, EPDM, silicone, PA6/PA66, TPU e SEBS. In molte applicazioni, queste soluzioni consentono di valutare la sostituzione di materiali fluorurati, come fluoroelastomeri e fluoropolimeri, tradizionalmente impiegati in applicazioni che richiedono specifiche ed elevate prestazioni, tra cui la resistenza agli agenti chimici, alle alte temperature e agli ambienti aggressivi.
Sebbene non si tratti ancora di un obbligo legislativo universale, nella pratica commerciale la richiesta di componenti PFAS-free rappresenta un requisito sempre più rilevante. Le aziende che non sono in grado di fornire adeguate garanzie di conformità rischiano di compromettere la continuità delle proprie forniture.
Corti Srl lavora quotidianamente materiali alternativi PFAS-free, supportando i clienti nella scelta della soluzione più adatta in funzione delle prestazioni richieste dall’applicazione e raccogliendo la documentazione tecnica e di conformità disponibile lungo la filiera.
Nel contesto di questo articolo, per semplificare la trattazione, il termine “materiali fluorurati” viene utilizzato per indicare i materiali contenenti fluoro oggetto di valutazione nell’ambito delle richieste PFAS-free. È importante, tuttavia, precisare che i due termini non sono sinonimi: la presenza di fluoro non implica necessariamente che un materiale rientri nella categoria dei PFAS.
Cosa sono i PFAS e perché oggi se ne parla sempre di più
PFAS è l’acronimo inglese di Per- and Polyfluoroalkyl Substances, in italiano sostanze per- e polifluoroalchiliche: una famiglia di migliaia di composti chimici caratterizzati dalla presenza di legami carbonio-fluoro (C–F) tra i più stabili della chimica organica. Questa particolare struttura chimica è alla base dell’elevata stabilità chimica e termica che caratterizza molti composti appartenenti alla famiglia e che ha contribuito al loro impiego in numerose applicazioni industriali ad alte prestazioni. [1]
A seconda della formulazione, i diversi materiali possono inoltre offrire caratteristiche specifiche, tra cui elasticità, basso coefficiente di attrito o particolari prestazioni meccaniche. Queste proprietà rappresentano solo alcuni esempi delle caratteristiche che rendono questi materiali adatti a numerosi contesti applicativi.
La stessa stabilità chimica che caratterizza molti composti PFAS è anche alla base delle attuali preoccupazioni ambientali. Vengono spesso definiti “forever chemicals” perché molti composti appartenenti alla famiglia sono difficilmente degradabili e, una volta dispersi nell’ambiente, possono rimanerci a lungo. [2]
Inoltre, alcuni PFAS sono stati associati a effetti nocivi sulla salute umana, motivo per cui l’Unione Europea sta introducendo progressivamente restrizioni sul loro utilizzo. [1][2]
Il Regolamento (UE) 2024/2462 ha già introdotto limitazioni operative per un sottogruppo di PFAS, il PFHxA e le sostanze correlate. [3]
Parallelamente, secondo quanto pubblicato dall’ECHA (European Chemicals Agency), è in fase di valutazione una proposta di restrizione sull’intera famiglia dei PFAS, presentata nel gennaio 2023 da cinque Paesi europei (Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia). Nel 2026, l’ECHA ha completato la valutazione dei rischi della proposta, mentre la valutazione degli aspetti socioeconomici è ancora in corso e prevista entro la fine dell’anno. [4]
Questa evoluzione normativa si inserisce in un contesto in cui la richiesta di materiali PFAS-free sta interessando in misura crescente diversi settori industriali, tra cui i produttori automotive (OEM) e le aziende del settore medicale. La richiesta sta progressivamente coinvolgendo l’intera filiera produttiva, interessando anche le PMI manifatturiere.
Dove si trovano i PFAS nei materiali e nei processi di stampaggio
Nel settore dello stampaggio di componenti in gomma e materie plastiche, le richieste PFAS-free riguardano principalmente alcune tipologie di materiali fluorurati impiegati nei componenti e alcune sostanze fluorurate utilizzate nei processi produttivi.
Di seguito vengono presentate alcune delle principali tipologie coinvolte.
Fluoroelastomeri FKM/FPM (tra cui Viton®)
Il FKM (o FPM) identifica una famiglia di fluoroelastomeri utilizzati principalmente per guarnizioni, tenute e componenti elastici che devono mantenere le proprie prestazioni in presenza di oli, carburanti, fluidi chimici e alte temperature. Grazie alla combinazione di elasticità, resistenza agli agenti chimici e resistenza alle alte temperature, sono ampiamente utilizzati in applicazioni industriali ad alta esigenza prestazionale e sono frequentemente interessati dalle richieste di sostituzione con alternative PFAS-free.
Politetrafluoroetilene (PTFE, noto come Teflon®)
Il PTFE è un fluoropolimero termoplastico impiegato in guarnizioni, rivestimenti, componenti per valvole e applicazioni a contatto con fluidi. È particolarmente apprezzato per resistenza chimica, resistenza termica e basso coefficiente di attrito. Viene utilizzato quando vengono richieste proprietà antiattrito e capacità di operare in condizioni gravose.
Polifluoruro di vinilidene (PVDF)
Il PVDF è un fluoropolimero termoplastico particolarmente indicato nelle applicazioni che richiedono resistenza chimica, resistenza termica e buone proprietà meccaniche. Viene utilizzato principalmente per componenti rigidi, sistemi per fluidi, tubazioni e valvole, dove sono richieste affidabilità strutturale e resistenza nel tempo in presenza di sostanze chimiche aggressive.
Agenti distaccanti fluorurati utilizzati nel processo di stampaggio
In alcuni processi di stampaggio possono essere impiegati agenti distaccanti contenenti PFAS per facilitare l’estrazione del pezzo dallo stampo. Pur non facendo parte del prodotto finito, questi prodotti possono rientrare tra gli ausiliari di processo considerati nelle richieste di conformità PFAS-free. Per questo motivo, la valutazione PFAS-free deve considerare non solo il materiale utilizzato, ma anche gli eventuali ausiliari di processo impiegati durante la produzione.
Alternative PFAS-free utilizzate da Corti Srl nello stampaggio industriale
I materiali fluorurati sono stati storicamente impiegati in numerose applicazioni industriali grazie alla combinazione di proprietà difficili da replicare con altri polimeri. La scelta di un’alternativa PFAS-free deve essere valutata in funzione delle caratteristiche richieste dal componente e delle condizioni di esercizio, verificando che il materiale sia adeguato ai requisiti dell’applicazione. Temperatura di esercizio, fluidi a contatto, sollecitazioni meccaniche e requisiti specifici dell’applicazione sono alcuni dei parametri più importanti da considerare.
Di seguito vengono presentati alcuni tra i principali materiali PFAS-free utilizzati nello stampaggio industriale e le applicazioni in cui possono rappresentare una valida alternativa.
NBR – componenti a contatto con oli, grassi e idrocarburi
La gomma nitrilica (NBR) è uno degli elastomeri più utilizzati nelle applicazioni a contatto con oli minerali, grassi e idrocarburi, come carburanti e fluidi idraulici. Offre un intervallo di temperatura di esercizio indicativamente compreso tra -40°C e +108°C, oltre a buone proprietà meccaniche e resistenza all’abrasione.
Nelle applicazioni in cui il FKM viene scelto principalmente per la resistenza a oli, grassi e idrocarburi, l’NBR può rappresentare una valida alternativa PFAS-free. A parità di requisiti applicativi, consente inoltre di contenere significativamente i costi.
Approfondimento: EPDM vs NBR: qual è la differenza e quale materiale scegliere?
Silicone – componenti per alte temperature
Il silicone è un elastomero che mantiene elasticità e stabilità dimensionale anche a temperature elevate. A seconda della formulazione, può operare indicativamente in un intervallo compreso tra -80°C e +250°C.
Nelle applicazioni in cui il FKM viene scelto principalmente per la resistenza alle alte temperature, il silicone può rappresentare una valida alternativa PFAS-free.
Approfondimento: Silicone industriale: proprietà, applicazioni e lavorazioni su misura
EPDM – componenti esposti ad agenti atmosferici, vapore acqueo e fluidi polari
La gomma etilene-propilene-diene (EPDM) offre un’eccellente resistenza agli agenti atmosferici, in particolare ad acqua, umidità, raggi UV e ozono. Presenta inoltre un’ottima compatibilità con il vapore acqueo e i fluidi polari, come acidi e basi diluiti, alcoli e chetoni. Può operare indicativamente in un intervallo di temperatura di esercizio compreso tra -30°C e +150°C, mantenendo buona elasticità anche alle basse temperature.
Nelle applicazioni in cui il FKM viene scelto principalmente per la resistenza agli agenti atmosferici, al vapore acqueo e ai fluidi polari, l’EPDM può rappresentare una valida alternativa PFAS-free.
PA6 e PA66 – componenti strutturali rigidi
Le poliammidi tecniche PA6 e PA66 sono materiali privi di fluoro caratterizzati da elevata resistenza meccanica, rigidità, stabilità dimensionale e buona resistenza a numerosi solventi organici.
Quando materiali come il PTFE o il PVDF vengono impiegati per componenti strutturali rigidi e l’applicazione non richiede proprietà specifiche come il basso attrito o l’elevata inerzia chimica, PA6 e PA66 possono rappresentare una valida alternativa PFAS-free.
In particolare, il PA66 rinforzato con fibra di vetro è indicato per componenti sottoposti a elevate sollecitazioni meccaniche, dove sono richieste una maggiore rigidità e stabilità dimensionale.
Approfondimento: Nylon PA6 e PA66: differenze, proprietà e applicazioni
TPU – componenti flessibili e resistenti all’usura
Il poliuretano termoplastico (TPU) è un materiale privo di fluoro che combina elasticità, elevata resistenza all’usura e buona compatibilità con oli e grassi.
Può rappresentare una valida alternativa PFAS-free nelle applicazioni in cui sono richieste flessibilità e durata nel tempo, come componenti di protezione, rivestimenti e tenute.
Approfondimento: TPU: proprietà e applicazioni nello stampaggio industriale
SEBS – componenti elastici per applicazioni medicali, parafarmaceutiche e alimentari
Il SEBS (Styrene-Ethylene-Butylene-Styrene) è un elastomero termoplastico privo di fluoro che combina elevata elasticità, buona resistenza chimica e ottima processabilità nello stampaggio a iniezione.
Quando sono richiesti componenti elastici e flessibili, il SEBS può rappresentare una valida alternativa PFAS-free.
Grazie a queste caratteristiche trova impiego, tra gli altri, nella realizzazione di componenti destinati ai settori medicale, parafarmaceutico e alimentare, oltre che nella componentistica tecnica, dove sono richieste elasticità, durata nel tempo e affidabilità.
Approfondimento: Alla scoperta del SEBS: caratteristiche tecniche e applicazioni
| Materiale PFAS-free | Proprietà distintiva |
|---|---|
| NBR | Resistenza a oli, grassi e idrocarburi |
| Silicone | Elasticità e stabilità dimensionale alle alte temperature |
| EPDM | Resistenza ad agenti atmosferici, vapore acqueo e fluidi polari |
| PA6 / PA66 | Resistenza meccanica, rigidità e stabilità dimensionale |
| TPU | Elasticità e resistenza all'usura |
| SEBS | Elasticità e processabilità |
Come Corti Srl gestisce le richieste PFAS-free
La scelta del materiale rappresenta solo il primo passo. Per rispondere alle richieste PFAS-free del mercato è fondamentale poter fornire la documentazione di conformità necessaria, comprese le dichiarazioni relative all’assenza di PFAS.
Per questo motivo, in Corti Srl affianchiamo i clienti nella valutazione delle soluzioni PFAS-free attraverso un approccio strutturato che comprende la selezione del materiale, la validazione della soluzione e la raccolta della documentazione disponibile.
Analisi dell’applicazione
Prima di individuare il materiale sostitutivo, vengono analizzati i requisiti del componente e le condizioni di utilizzo. L’obiettivo è individuare la soluzione PFAS-free più adatta, che sia compatibile con le prestazioni richieste e con le condizioni operative previste.
Selezione e validazione del materiale
Identificato il materiale alternativo più idoneo, quando necessario vengono organizzati cicli di campionatura e validazione per verificare il comportamento del componente nelle condizioni operative previste. La conformità PFAS-free rappresenta solo uno dei requisiti da verificare: la sostituzione di un materiale precedentemente utilizzato con un’alternativa PFAS-free può infatti richiedere verifiche dimensionali o funzionali, poiché ogni materiale presenta proprietà fisiche differenti.
Documentazione tecnica e di conformità
La selezione del materiale viene supportata dalle relative schede tecniche, che consentono di verificarne le caratteristiche e le prestazioni rispetto ai requisiti dell’applicazione.
Quando previsto, la documentazione viene integrata con le schede di sicurezza (SDS).
Parallelamente, viene raccolta la documentazione di conformità disponibile lungo la filiera produttiva, incluse le dichiarazioni relative all’assenza di PFAS nel materiale e nella relativa formulazione, nonché negli eventuali trattamenti superficiali e ausiliari di processo coinvolti.
L’obiettivo è fornire al cliente la documentazione disponibile per i propri processi di qualifica dei fornitori e di verifica della conformità.
Se ha già ricevuto una richiesta PFAS-free da parte di un cliente o desidera predisporre in anticipo la documentazione necessaria, può contattarci: analizzeremo insieme la soluzione più adatta alla specifica applicazione.
Articolo a cura dell’Ufficio Tecnico di Corti Srl
FAQ
Tutti i componenti stampati contengono PFAS?
No. Tra i materiali che possono rientrare nelle richieste di sostituzione ci sono, ad esempio, i fluoroelastomeri (tra cui FKM/FPM) e i fluoropolimeri (tra cui PTFE e PVDF). Materiali come NBR, silicone, EPDM, PA6/PA66, TPU e SEBS non sono polimeri fluorurati e possono rappresentare alternative PFAS-free, a seconda dei requisiti dell’applicazione.
Cosa significa PFAS-free?
PFAS è l’acronimo di Per- and Polyfluoroalkyl Substances e identifica una famiglia di sostanze per- e polifluoroalchiliche caratterizzate da strutture chimiche specifiche contenenti legami carbonio-fluoro (C–F). Queste caratteristiche chimiche sono alla base di proprietà quali l’elevata resistenza chimica e termica, oltre ad altre caratteristiche specifiche in funzione del materiale. Un componente PFAS-free è un componente realizzato senza l’impiego intenzionale di sostanze appartenenti a questa famiglia nei materiali utilizzati e nei processi produttivi considerati.
Quali materiali PFAS-free possono essere usati come alternativa ai materiali fluorurati?
La scelta del materiale sostitutivo dipende dalle prestazioni richieste dall’applicazione e deve essere valutata caso per caso, verificando la compatibilità con le condizioni operative e le caratteristiche specifiche dell’applicazione. Un materiale alternativo non è necessariamente equivalente dal punto di vista delle prestazioni.
Tra i principali materiali PFAS-free utilizzati nello stampaggio industriale rientrano NBR, EPDM, silicone, PA6/PA66, TPU e SEBS.
La dichiarazione PFAS-free richiede analisi di laboratorio?
Non necessariamente. Nella pratica industriale, la valutazione della conformità PFAS-free viene spesso supportata dalla documentazione disponibile lungo la filiera produttiva, comprese le dichiarazioni dei fornitori e le dichiarazioni relative all’assenza di PFAS nei materiali e negli eventuali ausiliari di processo coinvolti.
In funzione dei requisiti del cliente e della specifica applicazione, possono tuttavia essere richieste ulteriori verifiche, comprese analisi di laboratorio sul materiale o sul componente.
Come viene valutata la conformità PFAS-free di un componente prodotto da Corti Srl?
La valutazione della conformità PFAS-free considera il polimero di base, la formulazione del materiale, gli eventuali trattamenti superficiali e gli ausiliari di processo utilizzati durante la produzione.
Corti Srl mette a disposizione del cliente la documentazione disponibile, fornendo le informazioni necessarie per verificare la conformità del componente ai requisiti PFAS-free.
I clienti possono rifiutare una fornitura per via dei PFAS anche senza un obbligo di legge?
Sì. Se un capitolato di fornitura prevede un requisito PFAS-free, il mancato rispetto può rappresentare una non conformità contrattuale, indipendentemente dall’esistenza di uno specifico obbligo normativo. Per questo motivo, molte aziende richiedono ai propri fornitori una documentazione preventiva sulla conformità dei materiali utilizzati.
Fonti
[1] European Chemicals Agency (ECHA), Per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS).
[2] European Environment Agency (EEA), PFAS polymers in focus: supporting Europe’s zero pollution, low-carbon and circular economy ambitions, 29 aprile 2025
[3] Commissione Europea, Regolamento (UE) 2024/2462 della Commissione, del 19 settembre 2024.
[4] European Chemicals Agency (ECHA), ECHA supports PFAS restriction with targeted derogations, 26 marzo 2026.



